StudioBase Consulenza Aziendale


Vai ai contenuti

Menu principale:


Conoscere e implementare il Qfd

Consulenza Aziendale > Innovazione & Operation

Storia e evoluzione del Quality Function Deployment


I
l Quality Function Deployment nasce in Giappone, intorno al 1965, come metodo per ottenere parametri misurabili in progettazione (Matsushita). Si deve a Akao, Mizuno, e Furukawa del Juse, nel 1970, a seguito di una sperimentazione del modello presso la Mitsubishi Heayj Industries, la razionalizzazione e lo sviluppo attuale del Quality Function Deployment (QFD).


In questo modello per la prima volta venne usata una matrice con relazioni tra esigenze del cliente e caratteristiche della qualità che le potevano soddisfare. La diffusione del Quality Function Deployment in America avvenne intorno al 1986 grazie a Clausing, docente presso il Mit (Massachusetts Institute of Technology), all'American Supplier Institute e a Bob King fondatore della Goal/Qpc, dagli anni 90 si trovano le prime applicazioni in Europa e in Italia.


Il Quality Function Deployment è una traduzione letterale nel linguaggio kanji delle sei parole giapponesi:

  • Hin - Shitsu (Attributi della qualità)
  • Ki - No (Funzioni)
  • Ten - Kai (Dispiegamento, evoluzione e sviluppo)


Quality

  • Attributo, proprietà, requisito o caratteristica del prodotto che soddisfa l'esigenza del cliente.


Function

  • Funzione aziendale all'interno dell'organizzazione (marketing, progettazione, produzione, etc.)


Deployment

  • Spiegamento, ossia dislocare strategicamente informazioni e risorse al fine di formare un fronte esteso avente obiettivi comuni.


Potremmo dire in sintesi che;

"Il Quality Function Deployment è un sistema per introdurre nell'azienda i requisiti di base di un prodotto/servizio richiesti dal cliente"


Il QFD, viene applicato, attraverso un approccio grafico denominato casa della qualità (House of Quality) che riunisce una serie di tabelle in cui convergono dal cliente, e da tutti gli Enti interessati, le informazioni di volta in volta necessarie allo sviluppo di un nuovo prodotto o servizio.


Come costruire il Quality Functional Deployment

StudioBase ha maturato una rilevante esperienza nella realizzazione della casa della Qualità. Di seguito si riporta il modello adottato dalla ns. società presso i ns. clienti, che l'esperienza ha dimostrato essere di facile utilizzo e comprensione.

Le componenti della casa della qualità sono:

Desideri e aspettative del cliente o suoi CTQ.

  • Tramite indagini d'opinione, interviste, raccolta di informazioni, ecc., si stabilisce che cosa il mercato richiede in quel momento e quali sono le aspettative per il futuro (1). Si raggruppano quindi queste informazioni per categorie o affinità e si conferiscono loro delle priorità. (2)


Analisi di benchmark con la concorrenza.

  • Si cerca di conoscere, esaminando i prodotti e le azioni in essere sul mercato, la capacità della concorrenza di soddisfare i bisogni espressi dai clienti. Nel contempo si stabilisce il nostro posizionamento rispetto ai "best in class", con particolare attenzione al peso attribuito alle caratteristiche giudicate prioritarie dai nostri clienti. (3)


Caratteristiche del prodotto o servizio.

  • Si evidenziano tutti gli aspetti o caratteristiche del prodotto o servizio, denominati "requisiti tecnici" che sono in relazione diretta o indiretta con quanto vuole il cliente. (4)


Matrice desideri e caratteristiche.

  • Si costruisce una matrice che correla ogni desiderio del cliente con i singoli requisiti tecnici del prodotto o servizio necessari per soddisfarlo. Il peso della correlazione viene espresso graficamente attraverso dei simboli che evidenziano un legame: Forte = 9, Medio = 3, Debole = 1. In assenza di relazione si lascia il quadrato in bianco. (5)


Valori attuali e livello d'importanza.

  • Attraverso la somma delle varie colonne della matrice si determinano i valori attuali associati a ciascun requisito tecnico (4). Di fatto questi valori coincidono con la capacità di processo in essere, o con quella prevista a progetto. (6)


Correlazioni tra caratteristiche o requisiti tecnici.

  • Serve ad evidenziare la relazione di supporto o di contrapposizione tra due caratteristiche. Il peso della correlazione viene espresso graficamente attraverso dei simboli che evidenziano un legame: ++ molto positivo, + positivo, - negativo, -- molto negativo. In assenza di relazione si lascia il quadrato in bianco. (5)


Metriche e valori target.

  • Alla luce delle valutazioni dei requisiti tecnici, si possono definire le metriche e i valori target delle caratteristiche del prodotto/servizio e identificarne lo scostamento rispetto alla concorrenza.





Ulteriori informazioni si possono trovare nel libro "Six Sigma"
Collana di Management del Sole 24 Ore, Autore Mario Gibertoni.
Il testo può essere acquistato attraverso la nostra segreteria.

Copyright © 2009 Gruppo StudioBase





Home Page | Chi Siamo e Competenze | Consulenza Aziendale | Ricerca e Selezione | Formazione | Study Tours | Catalogo Corsi e Calendario | Eventi e News | Dove siamo | Contatto e Privacy | English Version | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu