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L'approccio razionale alla Prevenzione degli Infortuni

Consulenza Aziendale > Sicurezza sul Lavoro


In molti contesti aziendali si sta assistendo a un approccio alla prevenzione infortuni, (alla luce del D.Lgs. 626/94, della legge 3 Agosto 2007, N.123, del recente testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro D.Lgs. 81/2008 e del D.Lgs. 3 Agosto 2009 N.106), impostato secondo logiche sanzionatorie-repressive e/o alla ricerca quasi "miracolistica" di soluzioni tecniche quali; allarmi, protezioni, ripari ecc.

Per quanto quest'approccio abbia un suo fondamento di base, la società StudioBase ha portato a termine un'indagine sul campo, sia attraverso l'analisi di numerosi incidenti avvenuti nel mondo delle aziende, sia da quanto emerso nell'ultimo anno dalle notizie di cronaca, traendone le seguenti considerazioni:

  • Statisticamente dal 60 al 70% degli infortuni non avviene per cause di mera natura tecnica (macchine e impianti non a norma, scarsa manutenzione, mancanza d'indumenti protettivi, errata formazione del personale ecc.), ma per un'errata percezione del rischio, se non banalizzazione, da parte degli stessi preposti e/o lavoratori a volte molto esperti.


  • Gran parte di questa percentuale degli Infortuni avviene durante le attività di manutenzione/o attrezzaggio, se non di pulizia degli impianti e delle macchine.


Sulla base di queste considerazioni, suffragata da dati statistici, ne deriva che non si può affrontare la problematica della prevenzione degli infortuni sul lavoro, solo esclusivamente in chiave tecnica e/o giuridica, ma serve:

  • Una rivisitazione di tutte le tradizionali metodologie "tecniche" sinora adottate nella prevenzione degli infortuni in Italia, alla luce della scarsità dei risultati raggiunti.


  • Un diffuso coinvolgimento di tutto il personale che gli consenta, attraverso un approccio di tipo razionale, di valutare preventivamente il rischio connesso con lo svolgimento di certe attività e/o la rimozione di comportamenti errati.


Queste convinzioni hanno portato i nostri esperti, alla ricerca di nuovi approcci alla prevenzione degli infortuni, anche luce delle esperienze già in atto in altri paesi, e in particolare negli Stati Uniti, mutuando, per quanto possibile le "Best Practices" già diffuse a livello Internazionale, alla nostra realtà.
Abbiamo così scoperto e immediatamente adottato, per primi alla ns. realtà, la metodologia denominata Safety Six Sigma.


La Safety Six Sigma "3 S" è una metodologia mutuata dalle logiche Six Sigma e della Behavior Based Safety “BBS”, per eliminare, o quantomeno ridurre, con un approccio scientifico basato sulla prevenzione dei rischi nei processi aziendali e il coinvolgimento dei lavoratori, gli incidenti e/o gli infortuni nelle Aziende. (Copyright StudioBase)

La Safety Six Sigma agisce attraverso il duplice approccio alla sicurezza sul lavoro, l'aspetto psicologico (BBS) e l'aspetto scientifico (Six Sigma).


L' insegnamento della Qualità nella Prevenzione degli Infortuni.


La filosofia che è alla base di un Sistema di Gestione per la Qualità, si rivela di grande utilità quando si parla di Sicurezza sul Lavoro.
La norma Iso 9000 identifica otto principi di gestione per la qualità (Quality Management) per guidare l'organizzazione verso il miglioramento, cui fanno riscontro i seguenti otto principi per la prevenzione degli infortuni:

  • Orientamento al cliente (o al soggetto che si può far male?);
  • Leadership (per l'eccellere anche nella sicurezza sul lavoro);
  • Coinvolgimento del personale (per la ricerca e valutazione dei rischi);
  • Approccio per processi (per mappatura e analisi dei punti critici);
  • Approccio sistemico alla gestione (attraverso metodi e procedure);
  • Miglioramento continuo (zero scarti e zero incidenti);
  • Decisioni basate su dati di fatto (importanza dei metodi statistici);
  • Rapporti di reciproco beneficio con i fornitori (coinvolgimento diffuso).



Il "Testo Unico" sulla salute e sicurezza sul lavoro D. Lgs. n. 81 del 9 Aprile 2008, ha introdotto anche l’obbligo di un "Modello base per l’organizzazione e la gestione dell’azienda in sicurezza" (Art:30).

Il modello di organizzazione e di gestione fa riferimento al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e deve assicurare:


  • Il rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi ad attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici;
  • Le attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione conseguenti;
  • Le attività di natura organizzativa, quali emergenze, primo soccorso, gestione degli appalti, riunioni periodiche di sicurezza, consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
  • Le attività di sorveglianza sanitaria;
  • Le attività d'informazione e formazione dei lavoratori;
  • Le attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori;
  • L’ acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie di legge;
  • Le periodiche verifiche dell'applicazione e dell'efficacia delle procedure adottate;
  • Un modello organizzativo e della gestione che deve prevedere idonei sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività previste.


Il supporto prezioso che deriva da un Sistema di Gestione per la Sicurezza riguarda non solo il modello organizzativo ma anche l'utilizzo di metodi statistici per valutare i rischi e le non conformità che determinano, o possono determinare gli infortuni sul lavoro e/o le malattie professionali postume.



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