Intervista con l’Ing. Giovanni Fiaccadori per conoscere le misure per la Ripresa e la Transizione 4.0 nel 2021-2022

by / mercoledì, 13 Gennaio 2021 / Published in Digital Transformation & Industry 4.0, incentivi fiscali, PMI, Software
L’Ing. Giovanni Fiaccadori è senior consultant StudioBase ed Innovation Manager iscritto all’albo del MiSE. Dopo una lunga esperienza aziendale, si è formato su Industry 4.0 presso il Fraunhofer Institute di Stoccarda. Supporta le aziende clienti nei progetti di ottimizzazione dei processi aziendali con l’applicazione dei metodi di Lean Production e Industry 4.0 e nella predisposizione di perizie tecniche connesse con i benefici fiscali dell’iperammortamento e del credito d’imposta.

 

Buongiorno Giovanni, ti ringraziamo per aver accettato anche quest’anno il nostro invito per una breve intervista sulla Ripresa e la Transizione 4.0.
Dopo un 2020 molto difficile per l’industria il parlamento ha finalmente promulgato la legge di bilancio 2021-2022 che ha molte novità rispetto alla legge 2020.
Puoi darci una prima informazione in merito alle novità che sono state approvate? Quali sono le principali scadenze da rispettare?
Grazie a voi, anche quest’anno illustrerò volentieri le novità sulle facilitazioni in ambito di Transizione 4.0 (e non solo) delle quali le aziende possono usufruire.

Comincerei ricordando che per le imprese che hanno investimenti iniziati nel 2020, di cui è stato pagato il 20% di anticipo entro il 15/11/2020, la legge del 2020 è ancora in vigore siamo ancora in attesa della pubblicazione della legge in cui si specifica se questi investimenti devono essere conclusi entro il 15/05/21 o entro il 30/06/2021. Speriamo che entro un paio di mesi sia tutto chiarito.

Per quanto riguarda il nuovo bilancio, è da sottolineare che la legge approvata riguarda non solo il 2021 ma anche il 2022, il che permette agli imprenditori di avere un poco di più di tempo e certezze nella pianificazione degli investimenti.
La nuova legge è operativa dal 16/11/2020, pertanto la norma 2021 si applica agli investimenti fatti dal 16/11/2020 al 31/12/2021 – o 30/06/2022 per ordini accettati dal fornitore e per cui è stato pagato il 20% di anticipo entro il 31/12/2021.
Si applica invece la norma 2022 per tutti gli investimenti fatti dal 01/01/2022 al 31/12/2022 – o 30/06/2023 per ordini accettati dal fornitore e per cui è stato pagato il 20% di anticipo entro il 31/12/2022.
I nuovi articoli di legge vanno sotto il nome di Transizione 4.0 il che sottolinea la volontà di andare sempre più verso la digitalizzazione 4.0.
C’è, soprattutto per le PMI, uno sviluppo pratico di questo concetto? Quali sono le novità più salienti?
Le novità, che riassumo di seguito, sono molte. Ho anche redatto una tabella schematica, disponibile in allegato.
  • Nuove aliquote di credito di imposta. Per il 2021, le aliquote sono state aumentate, mentre ritornano ai valori del 2020 nell’anno seguente. Questo al fine di accelerare gli investimenti e la ripresa.
  • Inserimento di software Non 4.0. Una nuova categoria di beni agevolabili, che riguarda l’acquisto di Software NON collegato all’Industry 4.0 (CRM, ERP, CAD, software applicativi ecc.), è stata inserita nel piano.
  • 3 rate annuali. Il credito di imposta è utilizzabile in 3 rate annuali a partire dal mese successivo all’attuazione dell’investimento, con possibilità di spostare il credito agli anni successivi in caso di incapienza fiscale (iva, imu, ires, contributi dipendenti, ecc..). Per le aziende con fatturato minore a 5.000.000 €, per il 2021, il credito è spendibile in 1 anno, con possibilità di differire il credito secondo la capienza fiscale.
    Nota per i commercialisti: siamo ancora in attesa dei codici tributo da inserire negli F24
  • Differimento dell’interconnessione. In caso di differimento dell’interconnessione, è possibile usufruire del credito dedicato ai beni non 4.0 per il periodo in cui la macchina/impianto non è interconnessa e, una volta effettuata la connessione, usufruire delle aliquote di credito d’imposta previste per i beni 4.0.
  • Smart Working. È prevista una ulteriore maggiorazione delle aliquote di credito di imposta per gli investimenti in software 4.0 che facilitino lo Smart Working.
  • Servizi software. Sono ammessi al credito di imposta anche i servizi sostenuti per l’utilizzo degli investimenti Software ammessi dall’allegato B per soluzioni in cloud computing.
  • Fatture. Rimane il riferimento alla legge sulle fatture, sia per gli investimenti Transizione 4.0 che per i beni strumentali e il software non 4.0: è fondamentale indicare nelle fatture (anche di anticipo) il riferimento alla legge 178 del 30/12/2020 – legge di bilancio 2021–2022, articolo 1 comma  1056, 1057 e 1058. È eventualmente possibile “la correzione a penna indelebile sulla fattura cartacea” a posteriori, indicando i riferimenti di legge sopra citati.
  • Comunicazione al MiSE. Rimane anche la necessità di comunicare al MiSE gli investimenti 4.0 effettuati. Tuttavia il MiSE non ha ancora pubblicato il modello da utilizzare nemmeno per il 2020, speriamo nel 2021.
  • Perizia asseverata. La perizia, da semplice deve ora essere asseverata (come era richiesto nel 2019). Rimane il limite di 300.000 € oltre il quale l’investimento deve avere la perizia fatta da un perito o ingegnere iscritto all’albo o l’attestazione da parte di un ente certificatore e non la semplice dichiarazione del datore di lavoro. Si consiglia sempre e comunque di avvalersi un professionista o di un ente certificatore per evitare qualsiasi problema penale.
Ci sono novità per l’analisi tecnica, sul metodo di raccolta della documentazione e dei dati?
Sostanzialmente no: la legge di riferimento è la 232 del 2016 e la circolare 4E del 2017. Il processo è sempre lo stesso:
  1. Prima visita in azienda per la verifica del livello di informatizzazione aziendale e per una pre-analisi dell’impianto oltre alla richiesta della documentazione;
  2. Redazione della pre-relazione da parte del perito (o dell’ente certificatore), con la documentazione e i dati forniti dal cliente;
  3. Visita ispettiva per la verifica e il completamento della relazione;
  4. Completamento e consegna della relazione al cliente tramite raccomandata o PEC o a mano;
  5. Presentazione della perizia asseverata presso il tribunale o un notaio (novità della legge di bilancio 2021-2022 poiché nella legge di bilancio del 2020 era richiesta una perizia semplice).
Quali sono le maggiori opportunità che vedi nelle norme contenute in questa legge di bilancio e quali consigli daresti alle aziende che stanno soffrendo questa situazione di pandemia e hanno la volontà di uscirne rafforzate?
La nostra esperienza insegna che dopo ogni crisi c’è sempre una rinascita, con paradigmi diversi e idee nuove. Un imprenditore lungimirante investe durante la crisi per essere pronto alla ripresa.
Le opportunità che lo Stato sta dando sono imperdibili: possiamo recuperare fino al 50% dell’investimento e abbiamo la possibilità di un risparmio con Sabatini, IRES e IRAP. Sono inoltre state rinnovate, rifinanziate e migliorate le altre forme di incentivazione con le stesse modalità 2020 ma con migliori aliquote e limiti. Questo uno schema, per rendercene conto:
 
 
2021-2022 limite max
2020 limite max
Ricerca e sviluppo
20%     4 Mln €
12%     3    Mln €
Innovazione tecnologica
10%     2 Mln €
6%       1,5 Mln €
Innovazione tecnologica 4.0 e Green
15%     2 Mln €
10%     1,5 Mln €
Design innovazione estetica
10%     2 Mln €
6%       1,5 Mln €
 
A questi costi ci sono molti investimenti pensati o sognati da imprenditori e dirigenti che possono diventare realtà: nuove logiche di connessione tra clienti, produzione, fornitori e logistica e nuovi impianti che permettono modifiche di processi, per la realizzazione di fasi di lavorazioni ora esternalizzate, la realizzazione di nuovi prodotti.
Io ho fiducia che l’imprenditoria italiana saprà cogliere queste opportunità restituendoci un 2021 ricco di investimenti e innovazione.
Bene, anche noi siamo positivi e crediamo che, con le giuste accortezze, il nuovo anno potrà regalarci grandi cose.
Come anticipato, metto a disposizione una scheda riepilogativa, dove sono elencati i punti salienti sugli incentivi fiscali all’acquisizione di beni strumentali ed i vari passaggi da tenere presente. Troverete anche la “vecchia tabella” che riassume la transizione da super- e iper-ammortamento a credito d’imposta 2020, per sottolineare gli accresciuti vantaggi della nuova legge.
Faccio ancora una precisazione: prendendo come riferimento le aliquote 2021 per i beni materiali 4.0, con “credito di imposta 50% fino a 2,5 milioni di euro“ si intende che l’investimento da 3 milioni di euro avrà credito di imposta al 50% per 2,5 milioni di euro (pertanto 1,25 milioni di euro) e credito di imposta al 30% per i restanti 500.000 € (pertanto 150.000 €) per un totale di credito di imposta di 1.400.000 €.
Precisazione sempre utile!
Ti ringraziamo e auguriamo ai nostri lettori di fare tanti e buoni investimenti con serenità e fiducia nel futuro.
Solo un’ultima precisazione. “Stai sereno” in Italia suona male. Purtroppo, è proprio di questi giorni una anticipazione del Sole 24Ore che parla di modifiche alle aliquote ai beni strumentali e software NON 4.0 …vi terremo informati!
Ovviamente siamo a disposizione per chiarire ogni dubbio. Ancora un grazie per le delucidazioni e i consigli preziosi. 
Nell’augurare un buon lavoro, cogliamo l’occasione di ricordare che l’Ing. Fiaccadori e gli altri nostri consulenti sono a disposizione sia per delle consulenze che per delle formazioni personalizzate su quanto visto con un modulo webinar della durata di 3 ore.
SCARICA QUI LA TABELLA RIEPILOGATIVA >>
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