Legge di Bilancio, Ripresa e Transizione 4.0

by / martedì, 18 Gennaio 2022 / Published in Digital Transformation & Industry 4.0, incentivi fiscali, PMI

L’Ing. Giovanni Fiaccadori è senior consultant StudioBase ed Innovation Manager iscritto all’albo del MiSE. Dopo una lunga esperienza aziendale, si è formato su Industry 4.0 presso il Fraunhofer Institute di Stoccarda. Supporta le aziende clienti nei progetti di ottimizzazione dei processi aziendali con l’applicazione dei metodi di Lean Production e Industry 4.0 e nella predisposizione di perizie tecniche connesse con i benefici fiscali dell’iperammortamento e del credito d’imposta.

 

St.B.: Buongiorno Giovanni, ti ringraziamo per aver accettato anche quest’anno il nostro invito per una breve intervista sulla Ripresa e la Transizione 4.0. Avevamo già visto ad ottobre delle anticipazioni; sono state confermate nella Legge di Bilancio?

G.F.: Grazie a voi, è sempre un piacere. Confermo che quanto uscito ad ottobre con il DDL n.2448, bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2024, con la legge 30 dicembre 2021 n. 234, è confermato:

  1. Il piano di agevolazioni approvato lo scorso 2020 e valido per il 2021 e il 2022 è confermato come era legiferato nel 2020: le aliquote previste per il 2022 non subiscono variazioni.

  2. Il sistema di agevolazioni per i beni materiali (Tabella A) ed immateriali (Tabella B) invece è confermato dal 2023 al 2025, ma con aliquote decrescenti.

  3. Gli incentivi per i beni NON 4.0, materiali ed immateriali, dal 2023 non sono confermati mentre per il 2022 sono utilizzabili, ma SOLO fino al 30/06/23 e nel caso in cui sia stato pagato il 20% di anticipo entro il 31/12/2022.

  4. Gli incentivi per innovazione tecnologica, innovazione 4.0 e innovazione di design sono rinnovati fino al 2025 con incentivi fiscali ridotti. Quelli per ricerca e sviluppo sono rinnovati fino al 2031.

  5. Il contributo a favore delle PMI per l’acquisto di beni strumentali, ovvero la nuova Sabatini, è stato rifinanziato. È stato pure rifinanziato il fondo per l’internazionalizzazione delle imprese ed il fondo di garanzia per le PMI.

  6. Gli incentivi per la formazione 4.0 sono confermati con le modalità precedenti fino a fine 2022, per il 2023 non è stato definito nulla, nonostante sia probabile che vengano confermati in quanto la formazione è fondamentale nello sviluppo dell’integrazione digitale.

  7. Non viene confermato nessun provvedimento per la rivalutazione dei beni aziendali: probabilmente se ne riparlerà tra qualche anno.

St.B.: Quindi possiamo dire che per il 2022 non ci sono novità “dell’ultima ora”, ma per quanto riguarda il 2023, pur mantenendo lo stesso meccanismo di credito di imposta, ci sarà una riduzione delle aliquote per gli acquisti dei beni industry 4.0 in tabella A e B?

G.F.: In effetti, parlando della Tabella A, fascia fino a 2,5 M€, si passerà dal 50% di credito di imposta del 2021 al 40% del 2022, poi al 20% per gli anni 2023-2024-2025. Analogamente, parlando della Tabella B, fascia fino a 1 M€, si passerà dal 20% di credito di imposta del 2021-2022-2023 al 15% per il 2024 ed infine al 10% per il 2025.

Sono confermate anche le modalità di richiesta del beneficio, ossia:

  1. Le tre rate annuali
    Il credito di imposta è utilizzabile in tre rate annuali a partire dal mese successivo all’attuazione dell’investimento, con possibilità di spostare il credito agli anni successivi in caso di incapienza fiscale (iva, imu, ires, contributi dipendenti, ecc..).
    Per le aziende con fatturato minore a 5.000.000 €, per il 2021, il credito è spendibile in un anno, con possibilità di differire il credito secondo la capienza fiscale.

  2. Differimento dell’interconnessione
    In caso di differimento dell’interconnessione, è possibile usufruire del credito dedicato ai beni non 4.0 per il periodo in cui la macchina/impianto non è interconnessa e, una volta effettuata la connessione, usufruire delle aliquote di credito d’imposta previste per i beni 4.0.

  3. Smart Working
    Nel 2022 è prevista un’ulteriore maggiorazione delle aliquote di credito di imposta per gli investimenti in software 4.0 che facilitino lo Smart Working.

  4. Servizi software
    Sono ammessi al credito di imposta anche i servizi sostenuti per l’utilizzo degli investimenti Software ammessi dall’allegato B per soluzioni in cloud computing.

  5. Fatture
    Anche per il 2022 rimane il riferimento alla legge sulle fatture, sia per gli investimenti Transizione 4.0, sia per i beni strumentali ed i software non 4.0: è fondamentale indicare nelle fatture (anche di anticipo) il riferimento alla legge 178 del 30/12/2020 – legge di bilancio 2021–2022, articolo 1 comma 1056, 1057 e 1058. È eventualmente possibile effettuare “la correzione a penna indelebile sulla fattura cartacea” a posteriori, indicando i riferimenti di legge sopra citati.

  6. Comunicazione al MiSE
    Rimane ancora anche la comunicazione da fare al MiSE per gli investimenti 4.0 effettuati (il modello è quello pubblicato a ottobre 2021); le tempistiche di queste comunicazioni sono: per il 2020 entro il 31/12/2021 e, per gli investimenti 2021 e seguenti, entro la presentazione del bilancio dell’anno a cui si riferisce l’investimento. Per comodità dei nostri lettori, metto a disposizione i moduli in word da compilare e la relativa comunicazione dell’agenzia delle entrate sulle modalità di spedizione.

  7. Perizia asseverata
    La perizia è asseverata (come era richiesto nel 2019). Rimane il limite di 300.000 €, oltre il quale l’investimento deve avere la perizia fatta da un perito o ingegnere iscritto all’albo oppure l’attestazione da parte di un ente certificatore e non la semplice dichiarazione del datore di lavoro. Si consiglia sempre e comunque di avvalersi un professionista o di un ente certificatore per evitare qualsiasi problema penale. Nessuna novità sulla modalità della perizia e sulle caratteristiche di interconnessione.

St.B.: Abbiamo già visto che anche per i crediti di imposta per ricerca e sviluppo ci sarà una riduzione; cosa ci puoi dire di più a tal riguardo?

G.F.: Il credito di imposta per le quattro attività classificate come ricerca diminuisce: purtroppo le variazioni sono complesse, e a volte non ben comprensibili. Invito pertanto i lettori a guardare la tabella riassuntiva che metto a disposizione.

Faccio presente che è stata introdotta una semplificazione sull’argomento del Patent Box, ovvero sui crediti di imposta riferiti a privative industriali (software protetto da copyright, brevetti industriali, disegni e modelli marchi).
Fino al 2021, questo regime di detassazione parziale dei redditi era basato sul reddito generato da questi stessi beni immateriali, espressione quindi delle attività di ricerca e sviluppo. Per entrare nel dettaglio della novità, la legge 17 dicembre 2021 n. 215 ha introdotto un nuovo modo di calcolare i benefici ai fini delle imposte sui redditi basato sui costi per il mantenimento delle privative industriali; questi costi sono stati maggiorati del 90. Con la successiva legge di bilancio del 31/12/2021, questi costi sono stati maggiorati del 110% ai fini delle imposte sui redditi e ai fini IRAP. Il beneficio fiscale attualmente è quindi del 30,69% (calcolato su un’IRES del 24% e un IRAP del 3,9%), sempre sui costi di mantenimento delle privative industriali.
Come ulteriore beneficio, questa agevolazione è cumulabile con il Credito di Imposta Ricerca e Sviluppo ed ha il vantaggio di compensare la diminuzione delle aliquote di credito della ricerca.

St.B.: Diresti che il 2022 è un anno ancora buono per gli investimenti?

G.F.: Io sono dell’idea che il 2022 sarà l’ultimo anno nel quale considerare questi crediti di imposta un motivo trainante dell’investimento; a partire dal 2023 questo credito sarà un aiuto all’investimento, da non disprezzare, ma non più dirimente.

C’è da tener presente che anche il PNNR, dal quale il piano 4.0 riceve le risorse economiche, sta immettendo risorse in settori green e digitali, per cui possiamo aspettarci altri vantaggi cumulabili con gli interventi già previsti nella presente legislazione.

St.B.: Mi pare che possiamo quindi guardare con fiducia a questo 2022 appena iniziato.

G.F.: Sì, concordo!

St.B.: Bene, ti ringrazio per il breve riepilogo sulla nuova legge di bilancio e sulla ventata di positività!

G.F.: Di niente!

Come anticipato, metto a disposizione una scheda riepilogativa con i punti salienti sugli incentivi fiscali all’acquisizione di beni strumentali, ricerca e sviluppo e formazione 4.0 ed i vari passaggi da tenere presente fino al 2025 per gli investimenti 4.0 e fino al 2035 per gli investimenti in ricerca e sviluppo.

St.B.: Perfetto. Prima di terminare l’intervista, credi ci sia altro che potremmo aspettarci in futuro, a livello di agevolazioni?

G.F.: Oltre all’allungamento nel 2023 e anni seguenti della formazione 4.0, penso che vedremo novità su 2 elementi portanti nelle nuove tecnologie: Cloud e Intelligenza Artificiale.

Dall’esperienza degli ultimi anni, abbiamo constatato che sono le tecnologie più promettenti e facilmente utilizzabili, con grandi vantaggi da una grossa parte di utenza, pertanto mi aspetto delle agevolazioni in questa direzione.

St.B.: Benissimo, grazie ancora delle informazioni e delle previsioni per il prossimo futuro e… buon lavoro!

 

> Tabella riassuntiva credito imposta 2021-2022-2023-2024-2025

> Modello comunicazione credito d’imposta beni strumentali 4.0

> Modello comunicazione credito d’imposta formazione 4.0

> Modello comunicazione credito d’imposta ricerca e sviluppo innovazione e design

> Allegato 1 Modello comunicazione credito d’imposta beni strumentali 4.0

> Allegato 1 Modello comunicazione credito d’imposta formazione 4.0

> Allegato 1 Modello comunicazione credito d’imposta ricerca e sviluppo innovazione e design

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