Il recruiting ai tempi della Rivoluzione Digitale

by / venerdì, 11 Ottobre 2019 / Published in Digital Transformation & Industry 4.0, HR

Il World Economic Forum dello scorso gennaio esprime enorme preoccupazione per il futuro del lavoro e afferma il rischio di sparizione di numerose postazioni. In altre parole, le persone verrebbero sostituite dalle macchine o espulse dal mercato del lavoro perché le loro competenze non sono più necessarie.
Parallelamente, altre ricerche ci riportano che il 65% dei giovani di oggi sta studiando per professioni che ancora non esistono e il Rapporto Excelsior del 2018 ci ricorda che le aziende italiane faticano a trovare un profilo ogni quattro ricercati.
Il “LinkedIn’s Talent Global Report” del 2019 dichiara che le soft skills sono sempre più richieste nei luoghi di lavoro.
Le nuove generazioni si stanno sempre più dimostrando attente alla scelta del posto di lavoro, selezionando quale esperienza professionale vogliono fare.

In un contesto così complesso e mutevole, la selezione del personale sta assumendo un ruolo sempre più strategico per le aziende e sta maturando, non solo tra gli addetti ai lavori, la consapevolezza di quanto questa funzione sia cruciale.
Ma quale è la nuova funzione del recruitment ai tempi della quarta rivoluzione industriale?
Ha ancora valore l’intervista di selezione nell’era digitale, dove la comunicazione tra lavoratori e aziende è bidirezionale e l’accesso alle informazioni sempre più immediato?
Come è possibile accantonare le competenze obsolete e fare entrare nelle aziende quelle richieste da Industria 4.0? Quale scambio tra le aziende e il sistema di istruzione e formazione?
Le soft skills saranno veramente determinanti per il successo di un’azienda?

Analizzando l’ultimo “LinkedIn Global Report”, è evidente che le aziende rincorrono creatività, persuasione, collaborazione, adattamento e capacità di gestione del tempo. Si cercano persone capaci di dialogare con i dati perché la tecnologia senza le persone ha poco valore.
Le soft skill rimango la principale differenza tra essere umano e macchina. Prendendo in prestito le parole di Lydia Liu (head of hr) “While hard skills may get a candidate’s foot in the door, it’s soft skills that ultimately open it”.

Le aziende del futuro saranno luoghi aperti e trasparenti, dove protagonista è la relazione di fiducia con i dipendenti. La gestione del personale si baserà sull’autonomia lavorativa piuttosto che sul controllo, mettendo al centro la people experience.

Questo scenario ci porta a ipotizzare che l’intervista di selezione, supportata dalle nuove tecnologie, resta un momento fondamentale di incontro e conoscenza del candidato, che permette di salvare la diversity e costruire il patto di fiducia tra azienda e nuovo lavoratore.
Nei prossimi post approfondiremo la tematica, e StudioBase fornirà indicazioni utili per le aziende e per i candidati che devono sostenere un colloquio di selezione.

Francesca Polonini, Consulente HR StudioBase

TOP