Dobbiamo prendere atto che in questo secolo il cambiamento si è caratterizzato per essere discontinuo, improvviso e sedizioso. Ora, non ha più un carattere cumulativo e neppure si muove lungo una linea retta.
In passato il progresso consentiva cambiamenti graduali e solo raramente dava alla luce delle forme viventi del tutto nuove. Siamo in presenza di un ritmo di cambiamento incredibile.
Nell’arco di una sola generazione, il costo di decodifica del genoma umano è crollato da diversi milioni di dollari a poche centinaia. Il costo per memorizzare un megabyte è ormai prossimo allo zero.
Con l’età del progresso il mondo del business si è popolato di nuovi giganti, non solo industriali. Sono questi giganti che forgiano la disciplina del progresso: attività di ricerca, rigorosa pianificazione, miglioramento continuo, reengineering e pianificazione delle risorse a 360°.
Con la deregulation sono stati distrutti diversi monopoli e Internet ha portato all’abbattimento di molte barriere, togliendo significato agli stessi profili geografici.
Di fronte a questo scenario, un’impresa che si evolve lentamente è già di fatto sulla strada dell’estinzione. Dobbiamo pertanto aiutare le aziende ad innovarsi.
Le aziende innovative cattureranno i migliori talenti e sapranno costruire dei nuovi asset.
Nell’era dell’innovazione, il futuro sarà sicuramente diverso dal passato, ciò che abbiamo imparato è ora limitato e non coincide più con le necessità future delle aziende.
I cicli di vita dei prodotti si accorciano, di conseguenza anche i cicli di vita delle strategie si devono abbreviare. Qualsiasi idea, per quanto brillante, può perdere nel breve tempo la sua validità economica. Da qualche parte c’è una azienda sconosciuta, che forse deve ancora nascere, che può rendere già obsoleta la nostra strategia.
La differenza tra l’essere Azienda leader oppure Azienda ritardataria non si misura più in decenni, ma a volte in pochi mesi. Benché non vi siano limiti alla capacità di immaginazione, solo poche Aziende riescono a liberarsi dai condizionamenti del passato.
Per un Manager, l’operare in un proprio habitat naturale senza interrogarsi rende difficili, se non impossibili, delle fughe in avanti. Per questo non abbiamo alternative: noi consulenti dobbiamo diventare più innovativi degli stessi innovatori.
È una sfida difficile da cogliere, inoltre molta confusione ruota ancora attorno al concetto di innovazione. Molte sono le definizioni che, in relazione alle diverse scuole di pensiero, sono state date al termine innovazione.
L’ipotesi dell’esistenza di una correlazione causa-effetto tra ricerca scientifica e progresso tecnico, porta Schumpeter, già nel 1939, a distinguere tra invenzione e innovazione:
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invenzione, ossia la prima applicazione tecnologica del prodotto originato direttamente da una ricerca, non necessariamente scientifica, quale può essere un’idea nuova, una nuova soluzione ecc.;
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innovazione, l’utilizzo dell’invenzione in ambito produttivo in modo standardizzato, atta a trasformarla in un fatto di interesse economico-commerciale.



